Trovare i propri spazi durante la pratica professionale, come iniziare una pratica di meditazione

di ANDREA TERRANEO

La nostra professione, è una professione totalizzante, che tende a debordare al di fuori delle mere ore di ufficio, ciò perché preoccupazioni, termini processuali, scadenze improrogabili difficilmente restano relegate in studio ed accompagnano l’avvocato od il praticante avvocato anche a casa.

Conseguentemente, e ciò mi è capitato di vederlo molto spesso in colleghi praticanti dove da neo laureati si affronta per la prima volta quello che è il vero lavoro, è facile lasciarsi sopraffare dal pensiero del lavoro che si dovrà fare e dalla calendarizzazione mentale delle scadenze e della continua revisione del proprio operato durante il giorno, oppure dai commenti del proprio dominus al lavoro fatto.

A volte ciò può sfociare può nella vera sindrome del burnout o ad un vero e proprio esaurimento nervoso, altre volte può portare a stati di malessere fisico minore od anche psicosomatico (e tendenzialmente uno degli organi che ne soffre maggiormente è lo stomaco).

Bene, parrebbe un’ovvietà da dirsi, ma occorre ricavare qualche minuto nel corso della giornata per focalizzarsi sul proprio io, sulle sensazioni che si provano, sul proprio stato d’animo, sulle proprie necessità, aspirazioni e bisogni. Ciò serve anche per fare il punto sulla propria attività professionale, sugli obiettivi che ci si era preposti, se si sono raggiunti o se vi è qualcosa che possa essere fatto per migliorare.

Questo spazio personale, che per quanto qui si tratta, non è fisico ma psicologico e puramente mentale, e può essere agevolmente ritagliato durante la pausa pranzo, oppure prima di andare a dormire, con la pratica quotidiana della meditazione.

Vi sono alcuni siti specializzati, ed anche applicazioni per smartphone (io ad esempio uso ogni giorno Insight Timer –www.insightimer.com-) che offrono percorsi di meditazione guidata, alcuni dalla semplice durata di un minuto a svariati minuti. Anche in questo campo, tuttavia, non occorre farsi guidare dalla fretta di scegliere quale seguire. Essendo legali, occorre focalizzarsi su percorsi dedicati, quindi mi permetto di suggerire quelli registrati da Jeena Cho (http://theanxiouslawyer.com/about-us/jeena-cho/), avvocato di San Francisco, specializzata in diritto fallimentare la quale tiene appositi corsi di meditazione per avvocati in tutti gli Stati Uniti, che ha scritto di recente un bellissimo libro, di cui consiglio caldamente l’acquisto  (lo trovate agevolmente su Amazon) titolato “The Anxious Lawyer” in cui propone un percorso di otto settimane di meditazione per ristabilire il proprio equilibrio e benessere interiore.

Per chi invece volesse metterei alla prova in una vera e propria sfida di cambiamento radicale della durata di un mese, sempre organizzato dalla collega Cho in collaborazione con Marina Smerling, ex avvocato ed ora trainer nell’area di San Francisco di comunicazione non violenta, può trovare utile il sito internet http://www.2016care.com/, dove, previa iscrizione assolutamente gratuita, per una trentina di giorni vengono inviati via email dei podcast di meditazione guidata, focalizzata ad ottenere un più alto livello di benessere mentale. Consiglio caldamente questo sito per chi volesse iniziare la pratica della meditazione, ciò perché da un lato, mediante l’invio quotidiano delle email, si usufruisce di un facile promemoria e di materiale di pronto uso, ivi compresi i link ai podcast incorporati ed agevolmente usufruibili anche da smartphone.

I risultati di una pratica quotidiana di meditazione posso assicurare con cognizione di causa che non mancheranno ad arrivare, con un netto abbassamento del livello di ansia generale, una maggiore concentrazione sul lavoro.

Ricordiamolo, la professione legale è una professione che richiede immensi sforzi intellettivi, pertanto l’avvocato, il praticante, deve continuamente prendersi cura del proprio io interiore, pertanto focalizzarsi quei cinque/dieci minuti ogni giorno sul proprio animo e sullo stato del proprio io aiuterà l’avvocato o il praticante avvocato ad offrire un servizio migliore al proprio cliente, in quanto sarà maggiormente concentrato sui bisogni di quest’ultimo e, essendosi estraniato dalle preoccupazioni e dalle ansie, potrà meglio focalizzarsi sui suoi bisogni.

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